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Chiesa della SS. Annunziata

Magnifico esemplare di arte medievale (XI-XII sec.) rappresenta una superba testimonianza del magistero raggiunto dagli artefici locali.

Esterno

La chiesa è preceduta da un portico con tre for­nici. Sotto il portico i vani di ingresso alla chiesa hanno stipiti e arcotravi costituiti da classici frammenti architet­tonici provenienti certamente da precedenti costruzioni. La porta di centro ha una lunetta del sec. XII nella quale vi è un affresco raffigurante la Madonna col Bambino (XV sec.) e l'aquila di marmo, forse dell'antico ambone. In que­sto portico si adunava a parlamentare l'Università di Scala e nella domenica delle Palme di ogni anno il Vescovo e il capitolo si recavano processionalmente a distribuire al popolo le palme. L'usanza dell'adunanza durò fino al sec. XVI, epoca in cui le stesse si tennero poi nella chiesa di S. Agostino presso il Duomo, oggi distrutta. Al di sopra del portico nel fronte della chiesa una monofora e altre nelle Pareti laterali danno luce all'interno della chiesa. Nella parte postica del complesso le tre caratteristiche absidi romaniche.

Interno

Pianta basilicale senza transetto e con tre absidi, a tre navate con dodici colonne antiche di granito orientale (sei per lato) con capitelli di marmo, alcuni corinzi su cui insistono le arcate a pieno centro. Presso l'altare una urnetta con due arpie. L'acquasantiera è poggiata su un antico capitello di marmo. Attraverso una scala, dalla navata a destra, si scende nella cripta a pianta rettangolare con copertura a volte a crociera; le pareti e le volte contengono bellissimi ed interessanti affreschi che risalgono all'XI e XII sec. che rappresentano: nel fondo la storia della Natività di Cristo e un miracolo di S. Nicola in due episodi; il Redentore e vari Santi; sulla sinistra la Visitazione: sulla destra Annunziazione quasi scomparsa.

 

Chiesa di S. Eustachio

Di questa che fu una antica e ricca chiesa di Scala (prima metà del sec. XII, pressappoco contemporanea al duomo di Caserta Vecchia (1113-1153) e al Duomo di Ravello rimangono imponenti e interessanti ruderi consistenti principalmente nella parete absidale, nella quale ancora oggi si possono ammirare tracce di elementi decorativi architettonici determinati da pietre di vario colore, di cornici, filari di arcatelle a sesto acuto che si intersecano tra loro. Nel vuoto di qualche arcata si vede ancora un ornato tondo di pietra tufacea. Tronconi delle strutture esistenti in sito hanno consentito di ricostruire la pianta che era a tre navate.

 

Bagno Arabo

Poco lontano dalle rovine di S. Eustachio sono ancora abitati alcuni dei palazzi nobiliari i quali avevano quasi tutti torri angolari. Notevolissima la casa detta "nobile" in cui esiste ancora un bagno arabo costituito da vari piccoli ambienti per le varie fasi del bagno freddo, tiepido, caldo. Di essi uno è ben conservato e coperto a cupoletta scanalata impostata su archi ogivali simile a quella della torre di ingresso del palazzo Rufolo in Ravello.